Homepage CULTURA “Abycine Lanza. Laboratorio del talento emergente spagnolo”

    “Abycine Lanza. Laboratorio del talento emergente spagnolo”

    5:49 am
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    PALERMO – L’Instituto Cervantes di Palermo (via Argenteria Nuova, 33) propone la visione di cinque opere rappresentative realizzate dal Festival Internazionale di Cinema di Albacete Abycine – tra le realtà culturali nel settore più coraggiose della scena spagnola – che verranno trasmesse, gratuitamente, sul canale Vimeo dell’Istituto dal 2 settembre al 2 ottobre. Questa attività segna una prima collaborazione con il Festival con l’obiettivo di sostenere e diffondere il miglior cinema spagnolo.

    Da anni, infatti, il Festival Abycine presenta lungometraggi e cortometraggi che irrompono sulla scena spagnola per mano di quei registi disposti a infrangere con le norme più convenzionali dell’ambito dell’audiovisivo.

    Una delle sue sezioni più interessanti è il progetto Lanza, che raccoglie i migliori progetti in fase di post-produzione e in cui si genera uno spazio per la ricerca di finanziamenti e per il mantenimento della comunità del cinema indipendente.

    Con questo spirito, che punta a dare visibilità ai registi emergenti, giovani talenti intraprendenti che senza dubbio segneranno le produzioni del futuro, si potranno seguire sul canale Vimeo tre lungometraggi e due cortometraggi.

    Sedimentos di Oscar Fernández Orengo, Ricardo Silvestre y Sebastián Amorelli

    Il cinema di Adrián Silvestre sembra volerci spingere a guardare le persone, le situazioni, gli ambienti dove si esibiscono sfere complesse e suggestive dalle quali pensare alla realtà. La ricchezza visiva dei suoi film raggiunge uno spazio superlativo in Sedimentos, dove i limiti tra documentario e finzione ci portano a pensare ai suoi protagonisti, oltrepassando consapevolmente il racconto.

    Sinossi: come la Terra, la nostra vita interiore è composta da diversi strati, che forgiano la nostra identità e raccontano la nostra storia. Quali circostanze intervengono in questo processo e ci rendono quello che siamo oggi? Sei donne trans si recano in un piccolo paese nella provincia di León dove esploreranno paesaggi insoliti, nonché i dettagli della propria personalità. Alla ricerca di risposte su ciò che le unisce come gruppo, impareranno ad affrontare le loro differenze.

    Yalla di Javier Moreno Cepero

    La traiettoria dell’attore, regista e produttore Carlo D’Ursi è un impeccabile progetto di impegno verso quelle storie che ci costringono a guardare dove non vogliamo, verso realtà estranee alla nostra quotidianità. Diamantes negros (2013, diretto da Miguel Alcantud) o Tabib (2017) raccontano la vita di persone che vivono in altri luoghi del pianeta e che subiscono gli effetti della guerra o della dipendenza o della vulnerabilità che derivano dalla povertà. Basato su una storia vera e con una fotografia affascinante, Yalla descrive come la vita può essere frantumata in mille pezzi da un errore tecnologico.

    Sinossi: Mufid, un ragazzo di quattordici anni gioca a calcio con i suoi amici. Sbaglia un tiro e fa sparire la palla dietro una collina. Non vuole andare a cercarla, ma sa che lo farà. Quando entra nell’area presidiata da un drone militare, scopre che Amina ha preso la sua palla. Mufid cerca di recuperarla. Hassan toglie la palla agli adolescenti e la lancia verso delle rovine; all’interno, un grande segreto. Il drone va in allerta. Mufid esce dalle rovine con la palla, ma il drone si confonde. Mufid diventa un nuovo obiettivo. Una grande esplosione metterà fine a tutto.

    El hombre que diseñó España di José María Cruz Novillo

    Poche volte il lavoro di un artista plastico – designer, creatore di immagini – è così importante da pensare al modo in cui un Paese definisce un processo di democratizzazione. Il caso di José María Cruz Novillo risponde a questo fenomeno in cui l’immaginario della Transizione è indissolubilmente legato alla sua capacità di esprimerlo attraverso la comunicazione e il marketing, spazi anche pionieri nel momento del suo maggior successo professionale. Formatosi nel design durante il regime franchista e pioniere nella conoscenza della teoria della comunicazione di New York, il lavoro di questo grande artista plastico è riuscito a identificare uno spazio sociale attraverso il suo lavoro, ma anche a sviluppare diversi dispositivi di arte concettuale che lo pongono all’altezza dei migliori artisti rappresentativi di questa tendenza negli ultimi anni del XX secolo.

    Sinossi: lo sapevi che il logo di Correos, Renfe, PSOE, la bandiera e lo stemma della Comunità di Madrid, quello della Polizia Nazionale, le pesetas dal 1979 al 1985, gli emblemi di Endesa, Repsol, La Cope, El Mundo e Antena 3 Radio e i poster di El sur, La escopeta nacional e Cría cuervos sono stati disegnati dalla stessa persona? José María Cruz Novillo ha ridisegnato l’immagine della Spagna mentre il paese si stava trasformando. Ma il suo lavoro non finisce qui.

    Uno di Javier Pascual Marco Rico

    La coppia creativa formata dal regista Javier Marco e dalla sceneggiatrice Belén Sánchez-Arévalo ha già una carriera importante, culminata nel Goya al miglior cortometraggio per il loro A la cara nel 2020, e con il debutto cinematografico con Josefina, nel 2021. La loro capacità di intrecciare le storie più personali con uno sguardo ai più svantaggiati della società è presente anche in Uno, un cortometraggio inscritto nella terribile e mortale storia dello Stretto.

    Sinossi: un cellulare dentro una borsa ermetica squilla in mezzo al mare.

    La ùltima primavera di Isabel Lamberti

    La regista olandese Isabel Lamberti ha sempre sognato la Spagna, sin da quando, da bambina, ascoltava la nonna parlare del suo paese natale. La storia di una famiglia che vive in un quartiere di Madrid è stata la migliore risposta che la regista ha saputo dare a queste storie dell’infanzia, in cui la forza di tutti i protagonisti svela una meravigliosa storia di resistenza e solidarietà.

    Sinossi: la famiglia Gabarre-Mendoza festeggia il compleanno del nipote quando un’ispezione della polizia interrompe la celebrazione. A Cañada Real, una baraccopoli alla periferia di Madrid, sorgono tensioni tra autorità e residenti, poiché la terra è stata venduta e le famiglie sono costrette ad abbandonare le case che loro stessi hanno costruito. Intanto la madre, Agustina, passa dall’essere una donna allegra a vivere tormentata dalla paura; il padre, David, un rigattiere gran lavoratore, cerca di trovare una soluzione, ma la burocrazia del sistema li opprime. Nel frattempo, i membri più giovani della famiglia, il figlio David, la nuora Maria, madre adolescente, e il giovane Alejandro, lottano a modo loro con le loro vite in pericolo. I cortometraggi saranno visibili sulla piattaforma Vimeo, nel canale dell’Instituto, in maniera continuativa dal 2 settembre al 2 ottobre.