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    Il Prefetto di Vicenza ha visitato la mostra di beni provenienti da aree di crisi recuperati dai Carabinieri TPC

    5:49 am
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    VICENZA – Il Prefetto di Vicenza, dott. Salvatore Caccamo, ha visitato la mostra di beni culturali provenienti da aree di crisi (di cui all’allegato Elenco Opere Storie Investigative), recuperati dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, allestita nella Caserma “Chinotto” in occasione della Conferenza Internazionale sulla Protezione del Patrimonio Culturale nelle Aree di Crisi (International Conference on Cultural Heritage Protection in CrisisAreasvisibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=1zw0lY1VCM8), organizzata dal Centro di Eccellenza per le Stability Police Units di Vicenza (CoESPU – www.coespu.org) e dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (https://urly.it/3xjfq) che, giova precisare, si avvale di una banca dati dei Beni Culturali rubati con più di 7 milioni di beni censiti di cui 1.300.000 da ricercare, la più grande al mondo in questo specifico settore, con un database contenente informazioni sui beni da ricercare, sia di origine italiana, sia straniera. Il percorso espositivo della mostra era suddiviso in 5 sezioni, che illustravano le seguenti tematiche:

    Sensibilizzazione della coscienza pubblica: il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è spesso presente in convegni e altre iniziative finalizzate alla diffusione della cultura della legalità, grazie alle quali è diventato un punto di riferimento per la collettività. In mostra erano esposti 28 reperti provenienti da Iraq e Siria: questi antichi reperti in argilla furono raccolti nei Paesi esteri di provenienza, portati in Italia come “souvenir non convenzionali” da un cittadino italiano e successivamente ereditati da un familiare, che li ha consegnati definitivamente ai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Classificati come statuine votive, vasellame di varie forme e sigilli, sono entrati nel territorio italiano in un periodo non meglio definito. Grazie a un accurato studio storico-scientifico curato da esperti dell’Università “Sapienza” di Roma è stato possibile accertare che si trattava di oggetti artigianali autentici del 2200-2000 a.C., provenienti dalle attuali specifiche aree di crisi. Il loro recupero e conservazione nelle condizioni ottimali permetterà ai Carabinieri di poter restituire i beni in questione ai Rappresentanti culturali dei paesi di provenienza, per il tramite del canale diplomatico.

    Salvataggio e messa in sicurezza dei beni in contesti di crisi: tra i beni esposti erano presenti tre pregevoli opere recuperate ad Accumoli e Amatrice, cittadine del Lazio colpite dal sisma del 2016. Il recupero è stato svolto da personale del Ministero della Cultura, dei Vigili del Fuoco e delle Associazioni di Volontariato, che ha operato unitamente ai “Caschi Blu della Cultura”, una speciale aliquota del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (www.carabinieri.it/chi-siamo/oggi/organizzazione/mobile-e-speciale/comando-carabinieri-per-la-tutela-del-patrimonio-culturale/task-force-caschi-blu-della-cultura): a seguito della proposta dell’allora Ministro Franceschini a “EXPO-2015”, nel corso della Conferenza Internazionale dei Ministri della Cultura, conclusasi con una dichiarazione di condanna della violenza contro il patrimonio culturale mondiale, il 17 ottobre 2015 il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha istituito la Task Force Carabinieri “Unite4Heritage”, i Caschi Blu della Cultura”, un’unità in grado di svolgere, sia sul territorio nazionale, sia in ambito internazionale, interventi a tutela del patrimonio culturale, in caso di calamità naturali, conflitti armati o crisi internazionali. Dal 2016 ad oggi, la Task Force si è distinta in numerose operazioni, in Italia così come all’estero, come ad esempio a Bitti, nel Mugello, a Ischia, in Iraq,Messico, Albania, Libano e Croazia.

    Diplomazia Culturale: il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è protagonista anche in questo settore, che consiste nel promuovere la restituzione dei beni culturali illecitamente sottratti al patrimonio culturale italiano. In mostra era presente un’antefissa etrusca che, dopo essere stata trafugata in Italia, è finita in Israele. Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha fornito gli elementi probatori raccolti nel corso delle attività d’indagine e dei procedimenti penali, che hanno portato alla sua restituzione al governo italiano del predetto manufatto.

    Vendite sul web: sempre più spesso le opere trafugate finiscono sul mercato del web. Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale sta sviluppando un sistema di controllo automatizzato dei beni culturali presenti sul web, chiamato S.W.O.A.D.S. (Stolen Works Of Art Detection System). In mostra era presente una situla irachena che, dopo essere uscita illegalmente dal territorio iracheno, è finita in vendita su una piattaforma informatica. Grazie alla segnalazione di una docente inglese, l’opera è stata recuperata nel 2018a Conselice (RA) e sarà a breve restituita alle Autorità irachene.

    Controlli dei mercati antiquariali: il meraviglioso capitello calcareo siriaco/bizantino è stato recuperato a Torino nel novembre del 2016, durante un controllo presso lafiera di antiquariato denominata “Flashback”. La sua forma, la natura del bene e la didascalia con la quale veniva presentato hanno immediatamente insospettito i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, che hanno chiesto l’intervento di studiosi specializzati in archeologia siriana, i quali hanno confermato la sua provenienza delittuosa. Il capitello è stato sequestrato e sarà restituito al legittimo avente diritto, lo stato siriano, non appena la situazione geopolitica lo permetterà.