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    In memoria di Domenico Capannini

    6:10 am
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    CORTONA (AR) – Nella mattina di Sabato 18 Gennaio 2020,  il Lions Club Cortona Corito Clanis ha presentato, nella Sala Consiliare di Cortona, il testo curato da Manola Solfanelli e Sara Fresi dal titolo “In memoria di Domenico Capannini Decorato di Medaglia d’Argento al Valore Militare”. Come ogni Cortonese sa, una stele collocata a fianco del portale d’ingresso alla Caserma dei Carabinieri in Via Dardano, ricorda che a lui è intestata la Caserma stessa, ma a tutti, e soprattutto alle giovani generazioni, mancava la consapevolezza e la conoscenza della persona che si cela dietro la scritta. Necessaria è stata, dunque, a fare chiarezza storica, la ricerca effettuata dalle due scrittrici, entrambe abitanti a Civitavecchia, l’una delle quali, Manola Solfanelli, esperta fotografa, è pronipote dell’eroe cortonese, mentre l’altra, Sara Fresi, laureata in Scienze Storiche, del Territorio e per la Cooperazione Internazionale presso l’Università degli Studi Roma Tre, proprietaria, editrice e direttrice responsabile del quotidiano web “Le Muse News”, ha curato la parte storica, sostenuto e indirizzato nel percorso di ricerca l’amica Manola, collaboratrice per la parte fotografica alla sua rivista. La Sala consiliare ha saputo offrire la cornice ufficiale più consona all’evento, a cui hanno preso parte le più alte cariche istituzionali locali, quali il presidente del Consiglio Comunale, Nicola Carini, il Sindaco, Luciano Meoni, il vice Prefetto vicario, dott.ssa Rosalba Guarino, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Cortona, Capitano Monica Dallari, il Comandante della Caserma, Luogotenente Claudio Calicchia, il Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri in Pensione, Appuntato Sergio Biagini, nonché le Associazioni combattentistiche.

    Delle autorità lionistiche, sono stati presenti Daniele Fabiani, presidente di Zona Q, e Giuseppe Guerra, vice Governatore del Distretto Lions 108LA . La famiglia Capannini, ampiamente presente, è stata rappresentata ufficialmente da mons. Ottorino Capannini, nipote di Domenico. In una sala gremita, quanto mai appropriata ed apprezzata da tutti è stata la presenza degli studenti del Liceo Classico Luca Signorelli, di cui sono intervenute due classi, oltre ad un gruppo del corso artistico. La mattinata è stata coordinata dalla Presidente del Lions Club Cortona Corito Clanis, Rita Novelli Bargiacchi che, dopo i saluti e i ringraziamenti generali, ha dato la parola alle autorità, passando poi a presentare il Relatore, Carlo Felice Casùla, Professore Emerito di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre, di cui ha ricordato taluni dei  filoni di ricerca e le più importanti pubblicazioni, introducendone l’intervento sul tema “Domenico Capannini:il sacrificio di un carabiniere per l’indipendenza e la dignità del nostro Paese”. Oggetto della sua interessantissima esposizione è stato una dettagliata disamina del tragico e complesso momento storico che caratterizza quella fase della seconda guerra mondiale, che fa seguito  alla caduta di Mussolini, avvenuta il 25 luglio 1943, e a cui succede, l’otto settembre dello stesso anno, l’Armistizio con gli Angloamericani, per cui i Tedeschi, non più alleati ma nemici, danno inizio  alle loro rappresaglie, nel tentativo di disarmare gli Italiani e prendere in pugno la situazione. Di questo tragico momento   sarà una delle prime vittime il carabiniere Domenico Capannini, ucciso dai Tedeschi nella notte stessa fra l’8 e il 9 Settembre quando, di turno di vigilanza assieme ad un commilitone all’ingresso  della Sede del Comando di Trento, armati di pistola e moschetto, con l’ordine di reagire con le armi “contro chiunque procedesse ad atti ostili contro la sede del Comando”, nonostante le forze fossero impari, in quanto i Tedeschi si presentarono  numerosi e con carro armato, all’ordine di arrendersi cercarono di reagire con coraggio, e furono travolti. Lealtà, fedeltà e rispetto agli ideali sono gli elementi caratterizzanti il terribile episodio, la cui memoria è giusto che si tramandi con forza, per capire ed apprezzare quella libertà e quella pace di cui oggi godiamo. Al dettagliato quadro storico di quella che viene definita “guerra psicologica” hanno fatto seguito gli interventi delle autrici. Visibilmente emozionata la pronipote Manola Solfanelli, che si è soffermata sull’inevitabile fascino sempre esercitato su di lei da questo prozio, conosciuto attraverso i racconti dei parenti, di cui ha sottolineato anche la bella figura ripercorrendone nei particolari la vita, iniziata nel 1918, in una famiglia contadina di San Pietro a Cegliolo, i cui genitori, Benigno e Caterina Podi, ebbero ben otto figli, l’educazione ricevuta, il ciclo di scuole elementari percorso fino alla quinta classe, la carriera di Carabiniere, cominciata a vent’anni, “iniziando il percorso come Allievo Carabiniere a Piedi nella legione allievi di Roma per la ferma di tre anni”, come è detto nel foglio matricolare, divenendo nel 1938 Carabiniere a Piedi, inviato nella Legione di Messina, quindi, durante la seconda guerra mondiale, trasferito a Mules, legione di Bolzano, e, successivamente, la sua partecipazione alla Campagna di Russia, culminata nella disfatta di Stalingrado, il parziale congelamento dei piedi, contratto durante la ritirata, il congedo per malattia ed il successivo reintegro; infine, Manola si è soffermata sui documenti recepiti su quella terribile notte fra l’8 e il 9 settembre 1943, evidenziando la serietà del suo lavoro di ricerca, interamente strutturato sulla documentazione. Successivamente l’amica Sara Fresi, socia del L.C. Civitavecchia Porto Traiano, data lettura di una missiva del proprio presidente di club, che ha preannunciato una visita amichevole a Cortona nel prossimo mese di Maggio, ha ripercorso le fasi degli eventi storici precedenti la notte fra l’otto e il nove Settembre del 1943, soffermandosi anche sui terribili bombardamenti subiti dalla sua città, Civitavecchia. All’interessante esposizione ha fatto seguito la testimonianza di Mons. Ottorino Capannini, il più vicino cronologicamente ai fatti avvenuti e quello che meglio ha potuto testimoniare i legami familiari, anche attraverso immagini della patriarcale famiglia di provenienza. Emozionante un episodio da lui riferito: del bel carabiniere ventitreenne, inviato a Messina, si innamorò la figlia del Generale e, secondo le ferree leggi del tempo, Domenico da Messina fu trasferito a Mules, e successivamente a Trento, dove avrebbe trovato  la morte. La  fidanzata, Rossana, venuta più volte in visita a San Pietro a Cegliolo, determinò la scelta del nome per una sorella di Don Ottorino, che fu chiamata, su invito di Domenico, proprio Rossana. Com’è abitudine nel lionismo, l’interessante mattinata si è chiusa con l’intervento del vice-governatore, Giuseppe Guerra, che ha visto, nella coerenza ferrea di fedeltà ai valori, testimoniata da Domenico Capannini, un contributo alla costruzione della Pace e ha incentrato la sua esposizione su questo tema, tanto caro ai Lions di tutto il mondo, che ogni anno ne propongono la costruzione a giovanissimi studenti, invitati a concretizzarne il concetto attraverso un poster, il migliore dei quali è premiato. Il canto dell’Inno Nazionale ha sciolto l’assemblea, e ha ceduto il posto ad un momento di fraterna condivisione con un brindisi offerto dalle scrittrici, dopo che queste avevano messo a disposizione di ciascuno una copia del loro interessantissimo lavoro di ricerca, lasciando nel territorio di Cortona una traccia concreta della vita e del sacrificio di Domenico Capannini, il cui nome, letto nell’epigrafe posta a fianco del portale della caserma, non sarà più privo di significato.

    Clara Egidi, Consigliere Lion Club Cortona Corito Clanis

    Archivio fotografico del Lions Club Cortona Corito Clanis
    Foto di Nicola Tiezzi
    Foto di Nicola Tiezzi
    Foto di Nicola Tiezzi
    Foto di Nicola Tiezzi