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    “La Basilica dell’Immacolata. Il ruolo del mecenatismo aristocratico e alto borghese in un grande cantiere dell’800 genovese”

    10:38 am
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    GENOVAGiovedì 4 aprile prendono il via gli approfondimenti organizzati dalla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola nell’ambito dell’iniziativa “I Monumenti Spinola. Recuperi e nuove committenze a Genova nell’Ottocento“.

    Alle ore 17.00 Caterina Olcese Spingardi, Funzionario Storico dell’Arte presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona illustrerà al pubblico, presso il salone del secondo piano nobile della Galleria, le vicende dello straordinario cantiere ottocentesco della Basilica dell’Immacolata di via Assarotti.

    Edificata dagli anni Cinquanta dell’Ottocento in via Assarotti, strada all’epoca di recentissima apertura, la Basilica dell’Immacolata – la cui realizzazione intendeva contrastare i contenuti di un volume, La vie de Jesus di Renan (1863), che negava la concezione immacolata della Vergine, allora proclamata dogma – è notevole testimonianza della cultura artistica genovese del XIX secolo.

    Progettata da Maurizio Dufour sulla scorta di primi elaborati di Domenico Cervetto, fu eretta grazie ai proventi di una sottoscrizione popolare e alla sua ricca ornamentazione, sia esterna sia interna, concorsero esponenti dell’aristocrazia e della nuova borghesia imprenditoriale.

    Gli esiti – un edificio di straordinaria coerenza linguistica, ove l’eclettismo storicista è improntato al recupero di repertori rinascimentali – si devono a un nutrito gruppo di artisti e maestranze: dei numerosi scultori, ornatisti, ebanisti e pittori che vi presero parte, oltre alle prestigiose presenze di Santo Varni e Nicolò Barabino, si ricordano almeno Giovanni Scanzi, G. B. Villa, Carlo Filippo Chiaffarino, Antonio Canepa, G.B. Gaolio, Tullio Salvatore e Giovanni Quinzio.

    La conferenza si focalizzerà sulla vicenda costruttiva della chiesa e sugli episodi artistici e di committenza più significativi, tra i quali spicca il coinvolgimento di Franco Gaetano Spinola, allora proprietario della dimora di Pellicceria, che commissionò nel 1878 l’altare maggiore, impreziosito da sculture in bronzo di Carlo Filippo Chiaffarino in relazione alle quali si conservano nell’archivio della Galleria alcuni disegni preparatori oltre a numerosi documenti. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

    Gli approfondimenti successivi riguarderanno il complesso di San Domenico (Giovedì 11 aprile 2019, ore 17.00, Il complesso di San Domenico dalla fondazione alla progettazione del nuovo centro urbano ottocentesco, a cura di Sara Rulli, MIBAC) e l’antica chiesa di Santa Caterina di Luccoli (Martedì 14 maggio 2019, ore 17.00, L’antica chiesa di Santa Caterina di Luccoli: sulle tracce di un patrimonio disperso, a cura di Gabriele Langosco).

    Nella foto: Studi per sculture, Carlo Filippo Chiaffarino, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, Genova.