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    La Fiat 130 del Rapimento di Aldo Moro al Museo della Motorizzazione di Roma. Sabato 15 giugno la cerimonia inaugurale

    9:47 am
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    ROMA – Proprio in questi giorni, in qualità di Commissari Tecnici Nazionali Auto dell’Automotoclub Storico Italiano, insieme ad alcuni colleghi, ci stiamo interessando della catalogazione e della certificazione dei mezzi ospitati presso il Museo della Motorizzazione di Roma che riaprirà al pubblico sabato 15 giugno grazie alla comune volontà della Motorizzazione e di ASI. Si tratta di una interessante raccolta con alcuni pezzi di grande interesse storico quali il prototipo Alfa Romeo Montreal realizzato per l’esposizione nella città canadese  nel 1967 ed equipaggiato con motore bialbero Giulia 1600 o la Fiat 1900 B del 1957 trasformata in decappottabile per uso cerimoniale. Ma l’auto che sicuramente colpisce di più è la Fiat 130 berlina blu targata Roma L 59812 che noi di una certa età ricordiamo per essere stata tristemente protagonista nella strage di Via Fani il 16 marzo 1978  ad opera delle Brigate Rosse nella quale furono uccisi cinque agenti di scorta e rapito il Presidente della Democrazia Cristiana, Onorevole Aldo Moro.

    La vettura si presenta nelle condizioni in cui è stata restituita dopo le indagini della Polizia scientifica con il parabrezza forato da un proiettile, i vetri laterali in frantumi ed i cartellini numerati applicati dagli investigatori durante gli accertamenti, sui sedili ci sono ancora le tracce del sangue dell’appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci che era alla guida con a fianco il caposcorta Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, entrambi trucidati come anche i tre agenti a bordo dell’Alfetta di scorta: Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. I paraurti della Fiat 130 ancora mostrano i segni dell’urto: quello anteriore con la Fiat 128 che i brigatisti usarono per farsi tamponare e quello posteriore con l’Alfa Romeo Alfetta della scorta che seguiva l’auto di Moro.

    Devo dire che si prova ancora tanta emozione al cospetto di questa vettura che costituisce una tragica testimonianza di un periodo drammatico durante il quale tanti servitori dello Stato persero la vita: a quel drammatico giorno di marzo fecero seguito 55 giorni di ansia e di angoscia al termine dei quali, il 9 maggio 1978, venne fatto ritrovare il corpo dell’Onorevole Aldo Moro, barbaramente assassinato, a bordo di una rossa Renault 4 in Via Caetani a Roma. L’elegante linea della imponente berlina blu sfregiata e violata dai colpi di arma da fuoco, i segni ancora evidenti dell’eccidio ci fanno rivivere le tante emozioni provate quaranta anni fa, il dolore e la compassione per quelle persone trucidate senza alcuna colpa mentre svolgevano con dedizione il loro rischioso lavoro; per i più giovani la Fiat 130 sarà sicuramente un monito, un richiamo e un avvertimento.

    Foto gentilmente concesse

    Flavio Verzaro – Direttore del Museo Piero Taruffi di Bagnoregio