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    Matera: percorso espositivo per i 100 anni dalla nascita di Rocco Scotellaro

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    MATERA – Il Museo nazionale di Matera ricorda, a 100 anni dalla sua nascita, Rocco Scotellaro (1923-1953), attraverso un percorso espositivo dal titolo “Sempre nuovo è… Scotellaro – Al bivio. La giovane scalmana di Rocco Scotellaro”, visitabile dal 21 aprile al 5 giugno 2023 nella Chiesa del Cristo Flagellato presso la sede dell’Ex Ospedale di San Rocco, luogo emblematico della carcerazione dell’intellettuale lucano nel 1950.

    La mostra rilegge l’opera e la personalità di Scotellaro in modo innovativo e trasversale, unendo materiali d’archivio e linguaggi del contemporaneo. L’obiettivo è quello di raccontare il cittadino, il politico, l’intellettuale, ma soprattutto gli aspetti più veri e attuali dell’uomo, particolarmente sensibile alle problematiche sociali e culturali della sua terra, il cui ruolo fu centrale nella cultura lucana e nel Novecento italiano.

    Il percorso si apre con l’esposizione del busto in terracotta raffigurante Rocco Scotellaro, concesso in prestito dall’Associazione Bellivergari, attualmente conservato nella casa Leone-Padula a Montemurro. L’opera fu realizzata da Giuseppe Antonello Leone tra il 1949 e il 1950, allorquando lo stesso Rocco aveva posato direttamente. Dopo la sua morte, la madre di Scotellaro ne chiedeva la fusione in bronzo, di cui in quegli anni non fu possibile sostenere le spese.

    Il racconto è arricchito sia dalle lettere, concesse dall’Archivio Leone – Padula di Montemurro, che Rocco Scotellaro inviò a Giuseppe Antonello Leone e che Francesca Armento indirizzò alla coppia di artisti Leone – Padula, sia da alcune fotografie, avute in prestito dall’Archivio di Stato di Matera (Fondo Rocco Mazzarone), che ritraggono Scotellaro con gli affetti più cari nella sua terra.

    Una lettura in chiave moderna e contemporanea della figura di Rocco Scotellaro è affidata ai nuovi linguaggi dell’arte. Una sezione della mostra è dedicata all’esposizione di 10 fotocollage realizzati per l’occasione dal fotografo Mario Cresci, figura di riferimento per la documentazione visiva lucana, denominati “Memorie”, che si configurano come la visualizzazione di un ricordo per immagini del pensiero poetico, dell’umana generosità e del coraggio di un uomo come Rocco Scotellaro.

    Sono esposte, inoltre, 40 tavole in china su carta della riedizione ampliata del fumetto “Uno si distrae al bivio. La giovane scalmana di Rocco Scotellaro” dell’illustratore Giuseppe Palumbo, già edito nel 2013. Il graphic novel si ispira a “Uno si distrae al bivio”, opera tra le più rappresentative della poetica di Scotellaro, scritta in giovanissima età, con l’intento di omaggiare più che il personaggio politico, il narratore.

    L’esposizione mette in luce i rapporti che Scotellaro instaurò con personalità di rilievo della cultura del tempo, quali Carlo Levi e Luigi Guerricchio, artista materano. Carlo Levi scrisse la prefazione di varie opere di Rocco Scotellaro e ritrasse in più occasioni il poeta lucano. A testimoniare il profondo legame che unì i due intellettuali viene esposto, nell’ambito della mostra, il dipinto leviano “Ritratto di Rocco Scotellaro”.

    La tematica può essere approfondita nelle sale della sede del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata di Palazzo Lanfranchi, dove il fortissimo rapporto umano e culturale tra Levi e Scotellaro traspare da alcune importanti opere pittoriche, tra le quali il telero “Lucania ’61”.

    Il percorso espositivo mette in luce anche il rapporto, di breve durata ma di fondamentale importanza, tra Rocco Scotellaro e Luigi Guerricchio, attraverso l’esposizione di una tela realizzata dal pittore materano nel 1966. Si tratta di una testimonianza concreta della profonda amicizia che legò i due intellettuali e della forte influenza che il poeta lucano esercitò nella vita artistica e nella formazione ideologica di Guerricchio.

    Viene presentata, infine, una galleria di “ritratti sentimentali” di Scotellaro, opere realizzate dai cinque giovani artisti visuali lucani Kalura, Gloria Pizzilli, La Tram, Arturo Lauria ed Antonio Poe.

    In uno spazio dedicato viene proiettato un video-documentario delle Teche Rai del 1963 (patrocinio Rai Basilicata) incentrato sulla figura del poeta lucano.