Home CULTURA Mostra I.G.C.: statue di Buddha nella terra di Yamato

    Mostra I.G.C.: statue di Buddha nella terra di Yamato

    Mostra 25 maggio – 31 luglio 2026

    Istituto Giapponese di Cultura – via Antonio Gramsci 74, Roma

    tel. 06 3224754-94

    maggio-giugno lun-ven 9.00-12.30/13.30-17.00

    luglio lun-ven 9.00-12.30/13.00-16.30

    ingresso libero fino a esaurimento posti

    ROMA – Buddha, Bodhisattva, Generali celesti, Kannon e tutti gli altri: sessanta fotografie di Ogawa Kōzō raccontano l’iconografia del pantheon buddhista, dalle prime rappresentazion del VII fino al XIII secolo, dell’area di Yamato, terra che ospita i templi più noti e frequentati del Giappone. Visite guidate gratuite su prenotazione.

    Una mostra itinerante The Japan Foundation.

    Organizzazione Generale: Shirai Sayuri, Maria Cristina Gasperini.

    Testi e comunicazione: Maria Cristina Gasperini.

    Ogawa Kōzō (1928-2016) nasce a Nara, terzo figlio di Ogawa Seiyō, fotografo specializzato in statue buddhiste e fondatore del laboratorio Asukaen nella stessa città. Dopo la guerra, durante la quale servì nelle comunicazioni, deciso a intraprendere la carriera artistica, studiò pittura giapponese e occidentale presso l’Istituto di Arte annesso al Museo della Città di Osaka. Nel 1948 subentrò a Seiyō nella gestione dello Asukaen e nelle attività fotografiche. Nel 1950, in seguito all’entrata in vigore della Legge sulla protezione dei beni culturali, su incarico della Commissione preposta (l’attuale Agenzia per la Cultura) si dedicò per cinque anni alla fotografia della statuaria buddhista in tutto il Paese. Nel 1957 tenne la prima mostra personale presso i grandi magazzini Hankyū di Osaka.

    A differenza delle immagini in bianco e nero dell’epoca di suo padre Seiyō, dopo vari tentativi alla ricerca della corretta resa cromatica richiesta dalla fotografia a colori e di un’illuminazione d’impatto, giunse a una tecnica che prevedeva l’uso di specchi per far circolare la luce naturale all’interno della sala e fotografare le sculture. Nella serie Il fascino della statuaria buddhista, in cui ogni volume è dedicato a una singola tipologia scultorea, Ogawa fa emergere le diverse espressioni dei volti attraverso variazioni di angolazione e illuminazione. In particolare, l’immagine della statua dello Ashura stante del Tempio Kōfuku-ji, che ne cattura l’espressione severa da dio della guerra anziché la dolcezza tipica di un ragazzo, riflette la prospettiva unica di Kōzō nel fotografare le opere tenendo conto del contesto storico della loro creazione e della collocazione originaria.

    Tra i principali libri fotografici e opere pubblicate figurano I cento migliori scatti di statue buddhiste dello Asukaen (Gakuseisha, 1980), Yamato Shiurubashi (Shogakukan, 1982), Il fascino della statuaria buddhista (28 volumi in totale, Mainichi Shinbun, 1986-1996), Il volto del Buddha (4 volumi in totale, Mainichi Shimbun, 1989), Aoniyoshi (Shogakukan, 1996), Kōfukuji (Shinchōsha, 1997), Nara: Passeggiata tra i patrimoni dell’umanità (Shinchōsha, 2006) e Sankei Color Guide: Statue buddhiste (Yama-to-Keikoku-sha, 2006). Pur dedicando la sua intera vita a fotografare i paesaggi e le statue buddhiste di Nara, fin da giovane si è dedicato allo studio della storia antica, fondamentale per indagare il contesto, pubblicando L’immagine originaria di Yamato (Yamato Shobō, 1973) e Il mistero dei rituali antichi di Yamato (Gakuseisha, 2008). In “L’immagine originaria di Yamato” ha proposto la teoria della “Via del Sole”, secondo la quale i siti di rituali e i templi e le santuari si trovano in linea retta lungo la stessa latitudine che ha come punto di riferimento il Santuario di Hibara a Nara. Oltre ad aver ricoperto la carica di consigliere della Società Giapponese per lo Studio del Pacifico, è stato docente presso l’Università delle Arti di Aichi e l’Università Femminile Hakuho. Nel 2010 ha organizzato la mostra fotografica Ogawa Seiyō e il percorso dello Asukaen – Ogawa Kōzō, Kanai Tomomichi, Wakamatsu Yasuhiro presso il Nara Prefecture Complex of Man’yo Culture. Nel 2011, ha organizzato la mostra di beneficenza Statue buddhiste di Nara per le vittime del Grande Terremoto del Tohoku presso la sede centrale del quotidiano Asahi Shinbun a Osaka. Numerose anche le mostre personali all’estero.

    “Studiando l’arte giapponese e quella occidentale ho rilevato la difformità dei punti di vista. Gli europei guardano all’oggetto reale mentre i giapponesi lo vedono astratto e simbolico.”

    “Le statue buddhiste di Gandhara in India, lì dove l’arte buddhista è nata, erano influenzate dalla scultura greca. Più il Buddhismo si diffondeva a Oriente lungo la via della seta, più le statue evolvevano da una forma realistica verso una sempre più astratta. Nara si trova al termine della tratta e la sua statuaria buddhista mette in evidenza l’arte della linea. Voglio trasmettere al pubblico queste differenze culturali, enfatizzando la bellezza della linea.”

    “Il punto non è fotografare una statua buddhista, ma captarne l’anima. L’opera è sempre uguale a se stessa in origine, va dunque compiuta un’operazione al contrario per raggiungerne la vera natura.” Ogawa Kōzō.

     

    La città di Nara, culla della civiltà giapponese

    Nel 710, e fino al 794 dc, la capitale del Giappone fu stabilita a Nara, che divenne il centro del sistema politico del paese.

    La città di Nara raggruppava il palazzo dell’Imperatore, centro delle attività politiche e amministrative, e un certo numero di templi, fatti costruire dal governo.

    L’Imperatore Shōmu (701-756) decise di far costruire il tempio Tōdaiji, per conservarvi la più grande statua di Buddha del Giappone (14,98 metri d’altezza).

    Quando la capitale fu trasferita a Kyōto gran parte del territorio di Nara fu destinato alle coltivazioni del riso, tuttavia i templi furono mantenuti e Nara cominciò una nuova fase della sua storia, in quanto “città dei templi”.

    I templi Kōfukuji e Tōdaiji si fecero sempre più potenti, e impegnarono molti lavoratori per i quali si rese necessario ampliare l’antico abitato.

    Entrambi gli edifici sacri andarono incendiati più volte nei secoli; ricostruiti ogni volta, fecero di Nara una meta imprescindibile del turismo sacro e la città più antica del Giappone a conservare la sua forma originaria.

    L’arte e la statuaria buddhista

    L’antica Nara è la città emblema dell’arte buddhista. Numerosi artisti vi hanno realizzato alcuni fra i più grandi capolavori della statuaria di riferimento.

    Nell’epoca di Nara, che abbraccia quasi tutto l’VIII secolo, la scultura attraversò tre periodi differenti, segnati da altrettanti stili: gli anni della genesi (inizio del secolo), l’età classica o aurea (verso la metà del secolo) e la nuova era (seconda metà del secolo).

    Il primo periodo è segnato dal completamento delle sculture del tempio Hōryūji, mentre il secondo periodo è contraddistinto dalla fusione della gigantesca scultura del Tōdaiji, il Grande Buddha, iniziata nel 747.

    L’ultima fase corrisponde alla venuta dalla Cina, nel 753, del monaco Ganjin, che nel 759 fondò il tempio Tōshōdaiji introducendo nuovi contesti filosofici e un nuovo stile statuario. La decorazione interna di questo tempio segnò una svolta decisiva nell’arte giapponese, anche se la grande epoca della lacca secca era ormai giunta al termine, caduta in disuso per ragioni tecniche e finanziarie e ormai riservata solo a opere di altissimo livello. Da allora, il legno divenne il materiale d’elezione nella raffigurazione delle immagini del pantheon buddhista.

    I templi di Nara

    Hōryūji

    Il tempio Hōryūji è uno dei più importanti luoghi di culto del Giappone, nonché il più antico del Paese. Fondato nel 607 dal Principe Shōtoku Taishi, è un complesso di circa quaranta edifici e si dice sia la più antica struttura in legno del mondo.

    Chūgūji

    Non lontano dal tempio Hōryūji si trova il tempio Chūgūji, che racchiude la celebre statua di Miroku Bosatsu. Il principe Shōtoku Taishi lo fece costruire per sua madre, l’imperatrice Hashihito.

    Hōrinji

    La costruzione venne ordinata dal figlio del principe Shōtoku Taishi. La sua pagoda è, con quelle di Hōryūji e Hōkiji, una delle “tre pagode di Ikaruga”.

    Yakushiji

    L’Imperatore Shōmu lo fece costruire quando la sua sposa, la futura imperatrice Jitō, si ammalò gravemente. Moderno tempio a due pagode, è dedicato al Buddha della medicina, Yakushi Nyōrai, e fu completato nel 698 sotto il regno dell’Imperatore Monmu.

    Tōdaiji

    L’Imperatore Shōmu decise di edificare un grande monastero, sotto la tutela del quale porre tutti i templi di Stato. In previsione di ciò, nel 742 istituì un ufficio di copisti di sutra, dove i calligrafi ricopiavano i testi sacri indispensabili al futuro tempio. L’anno seguente ordinò la realizzazione di una statua colossale del Buddha supremo, alta più di 14 metri e realizzata in bronzo coperto di lamine d’oro. Nel 746 si tenne la prima cerimonia del monaco Rōben nel maggiore edificio del tempio. A partire dal 747 il metallo destinato alla scultura del Grande Buddha cominciò ad essere fuso, finché nel 749 la statua fu completata. Nello stesso anno ebbero inizio i lavori della sala che avrebbe contenuto il Grande Buddha e bisognò attendere tre anni affinché fosse ultimata. La costruzione del Tōdaiji tuttavia proseguì fino alla fine dell’epoca Nara.

    Kōfukuji

    Il tempio Kōfukuji fu edificato nel 710, come tempio privato della famiglia di Fujiwara no Fuhito. Vi sono esposte un gran numero di statue buddhiste di grande valore ed è là che si trova la testa detta del Buddha di Yamadadera, in bronzo. Il muro di cinta del tempio racchiude una pagoda a cinque piani che si riflette nelle acque dello stagno Sarusawa.

    Tōshōdaiji

    Il Tōshōdaiji fu fondato dal monaco cinese Ganjin nel 759 sul luogo dell’antica residenza del Principe Nitabe. Era un tempio privato e non poteva, di conseguenza, essere alto quanto un tempio di Stato. La sala di lettura del Tōshōdaiji, offerta in dono al tempio, era in origine una sala per assemblee del palazzo imperiale.

    Akishinodera

    Fondato nel 780 dal monaco Zenshu Sōjō, il tempio Akishinodera racchiude un insieme di quattro statue, tradizionalmente identificate come Bon Ten, Gigei Ten, Taishaku Ten e Gudatsu Bosatsu. Il volto elegante ed effeminato di Gigei Ten contrasta con i tratti più duri di Bon Ten. Le quattro figure hanno un’acconciatura in forma di palma, caratteristica dello stile moderno.

    Shōrinji

    Il tempio Shōrinji fu fondato nel 712 dalla famiglia Fujiwara.

    Murōji

    Fondato alla fine dell’VIII secolo o all’inizio del IX da Kenkei, un monaco del Kōfukuji, Murōji è un esempio rappresentativo delle nuove tendenze dell’architettura di montagna, specifica dei templi esoterici.

    Taimadera

    Il Taimadera è il solo tempio a possedere ancora due pagode, com’era in uso nei templi di questo periodo. I primi esempi della scultura in lacca secca e argilla sono conservati qui. Il Buddha Miroku, seduto al centro della sala d’oro, è la più antica scultura in lacca secca ancora intatta ed è stata realizzata tra il 680 e il 684, sotto il regno dell’Imperatore Tenmu.

    Saidaiji

    Come l’Imperatore Shōmu aveva segnato il suo regno con la costruzione del Tōdaiji o “Grande Tempio Orientale”, anche l’imperatrice Shōtoku volle fare lo stesso, sostenendo il progetto elaborato dal suo favorito, il monaco Dōkyō, intenzionato ad erigere un monastero equivalente al Tōdaiji nella parte occidentale della capitale. Così nacque il Saidaiji o “Grande Tempio Occidentale”, la cui costruzione iniziò nel 764.

    Enjōji

    Il tempio Enjōji fu fondato nel 756.

    Abemonjuin

    Il tempio Abemonjuin apparteneva alla famiglia del samurai Abe. E’ dedicato a Monju, il Bosatsu dell’intelligenza.

    Shin Yakushiji

    All’inizio del IX secolo il culto di Yakushi Nyorai si diffuse e vennero realizzate numerose sculture raffiguranti questo Buddha della medicina. Si colloca tra queste lo Yakushi Nyorai seduto dello Shin Yakushiji, installato su una pedana circolare al centro della sala principale del tempio. E’ uno dei primi esempi del rinnovamento della scultura che avvenne durante il periodo di transizione tra l’epoca Nara (710-794) e l’epoca Heian (794-1185).