Home CULTURA “Il Re Nuovo. Carlo Alberto nel Palazzo Reale di Genova”

    “Il Re Nuovo. Carlo Alberto nel Palazzo Reale di Genova”

    GENOVA – Nell’ambito della mostra Il Re Nuovo. Carlo Alberto nel Palazzo Reale di Genova il Museo di Palazzo Reale organizza una serie di appuntamenti per accompagnare l’esposizione, grazie a una pluralità di voci e temi che si intrecciano con l’epoca e gli aspetti maggiormente caratterizzanti il Re Nuovo.Tutti gli incontri vengono ospitati nel Salone da Ballo di Palazzo Reale e hanno inizio alle ore 17.00. L’ingresso è gratuito.

    Sacri vincoli.

    La dimensione religiosa dei rapporti fra Genova e i Savoia

    giovedì 14 giugno, ore 17.00

    Prof. Paolo Cozzo – Università degli studi di Torino

    Nel secolare rapporto fra la Repubblica di Genova e gli Stati sabaudi la dimensione religiosa ebbe un ruolo di primo piano. Per comprenderlo è sufficiente osservare la complessa articolazione della geografia ecclesiastica (diocesana in particolare) che, specialmente sulla linea di confine, presentava un vasto panorama di intersezioni e di sovrapposizioni giurisdizionali fra i due ambiti geopolitici.  Anche l’ampia circolazione di specifiche esperienze spirituali, l’intenso scambio di modelli culturali, la molteplicità dei flussi devozionali hanno rappresentano un significativo terreno di incontro (e, talora, anche di scontro) fra la realtà ligure e quella piemontese di età moderna.

    Dopo il 1815, quando la storia di Genova e quella dei Savoia vennero ad intrecciarsi irreversibilmente, la dimensione religiosa offrì lo spunto per una politica di reciproca assimilazione. Il fenomeno, avviato con la Restaurazione si sviluppò anche nel periodo di Carlo Aberto, durante il quale la mobilità del clero (in quegli anni un genovese – Luigi Fransoni – fu l’arcivescovo di Torino), insieme all’irradiazione di differenti esperienze religiose di natura identitaria, divennero parte integrante di una strategia di integrazione fra le varie componenti del regno sardo.

    L’incontro è a cura di Paolo Cozzo, docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino.

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