TERNI – Il 24 agosto 2016 alle ore 3:36 una scossa magnitudo 6.0 provocò centinaia di morti sul confine tra Marche e Lazio; in Umbria ci furono molti crolli, ma nessuna vittima. Il 30 ottobre 2016 alle ore 7:20 fu registrata una scossa violentissima, magnitudo 6.5 con epicentro tra Norcia e Castelluccio di Norcia. Crollarono molti edifici risparmiati dalle precedenti scosse, ma anche questa volta miracolosamente non ci furono né morti né feriti.
In occasione del decimo anniversario di quell’evento così tragico, viene distribuita gratuitamente una nuova versione del film vincitore di molti premi ‘Il terremoto di Norcia’ del regista ternano Andrea Sbarretti.
L’opera adotta lo stile del “cinema del reale”, privo di colonne sonore o abbellimenti musicali, per evitare qualsiasi manipolazione emotiva dello spettatore, mostrando la vita esattamente per come si manifesta. Il suono è in presa diretta: si percepiscono solo i rumori ambientali e le voci reali. Il regista elimina ogni filtro artificiale per creare una connessione diretta e cruda tra lo spettatore e la realtà del post-sisma. Le caratteristiche fondamentali dello stile del film includono un rigore visivo e tecnico: il film è composto da 345 inquadrature totalmente immobili. La telecamera non effettua mai panoramiche o carrellate. La luce è quella naturale e la fotografia si affida solo all’illuminazione ambientale disponibile.
Il documentario pone l’accento sulla lentezza della ricostruzione, sulle promesse istituzionali non mantenute e sulle difficoltà della vita quotidiana all’interno delle SAE (Soluzioni Abitative in Emergenza). La pellicola vuole preservare l’identità di territori che rischiano lo spopolamento e la desolazione, attraverso la memoria storica degli attori non professionisti: i veri abitanti del posto interpretano se stessi.
La telecamera osserva la quotidianità senza spettacolarizzare la sofferenza, il ritmo è dilatato poiché riflette l’attesa immobile della ricostruzione. ‘Il terremoto di Norcia’ esplora il dramma del post-sisma, focalizzandosi sull’abbandono istituzionale dei borghi colpiti, attraverso la dignità del dolore.
Sbarretti si definisce un portavoce delle storie marginali dell’Umbria, raccontando territori e comunità ignorati dai circuiti commerciali, attraverso un approccio documentaristico radicale e privo di compromessi.
Link per la visione: https://www.youtube.com/watch?v=oaarwup4Bk8




