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    La Frasca di Civitavecchia al centro di un convegno multidisciplinare: storia, archeologia, natura e tutela

    CIVITAVECCHIA – Un pubblico numeroso e attento ha partecipato domenica 16 agosto, presso l’Antica Rocca del Porto Storico di Civitavecchia, al convegno “La Frasca di Civitavecchia: archeologia della costa, dalla protostoria alla tutela contemporanea”, inserito nel programma del V Festival Natura in Contatto.

    L’incontro ha proposto una lettura multidisciplinare della Frasca, mettendo in relazione storia, archeologia, natura e tutela. Prospettive differenti che hanno permesso di raccontare l’area attraverso le testimonianze del passato, le ricerche archeologiche, la ricchezza naturalistica e le problematiche legate alla sua conservazione.

    Ad aprire gli interventi è stata Sara Fresi, giornalista e storica, che ha presentato la propria attività di ricerca e divulgazione nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia. In particolare, ha illustrato il documento da lei realizzato in lingua inglese, dedicato alla valorizzazione e alla divulgazione del patrimonio archeologico, nell’ambito delle iniziative delle Giornate Europee dell’Archeologia, sotto l’egida del Ministero della Cultura francese, con la collaborazione dell’INRAP – Institut national de recherches archéologiques préventives e del Consiglio d’Europa.

    Il contributo ha evidenziato il valore della divulgazione come strumento per favorire la conoscenza della storia e dell’archeologia anche oltre i confini locali, creando occasioni di confronto e condivisione su scala europea.

    Successivamente è intervenuto Massimo Sonno, studioso del territorio e di archeologia, che attraverso una presentazione con slide ha ripercorso le ricerche condotte alla Frasca molti anni fa, illustrando le attività svolte sul posto e le scoperte effettuate. La sua testimonianza ha permesso di recuperare una parte della storia della ricerca archeologica locale e di richiamare l’attenzione sulle tracce lasciate dalle comunità che hanno frequentato e abitato questo tratto di costa nel corso del tempo.

    La prospettiva si è spostata sulla componente naturalistica con Simone Di Mauro, presidente dell’Associazione Culturale Naturalistica BIOMA, che ha illustrato diverse specie di piante e fiori presenti nell’area, con particolare attenzione alle orchidee spontanee. Un intervento che ha evidenziato la ricchezza della biodiversità della Frasca e l’importanza di conoscerne le componenti vegetali per favorire una corretta gestione e preservazione dell’area.

    A completare il percorso è stata Jessika K. Pinget Barrios, criminologa ed esperta micologa, che ha affrontato il tema dei reati ai danni dell’area della Frasca, portando esempi concreti e richiamando l’attenzione sulle condotte che possono compromettere un patrimonio ambientale e culturale.

    La tutela assume un significato particolare considerando la presenza del Monumento Naturale La Frasca, importante componente del patrimonio ambientale del territorio. La sua preservazione richiede attenzione e responsabilità condivisa, soprattutto in un’area nella quale il valore naturalistico si intreccia con quello storico e archeologico.

    La successione degli interventi ha restituito un’immagine della Frasca come luogo nel quale storia, archeologia e natura sono strettamente connesse. Le testimonianze del passato acquistano infatti maggiore significato se considerate all’interno del paesaggio nel quale sono inserite, così come la salvaguardia dell’ambiente richiede consapevolezza della storia e dell’identità di un luogo.

    Particolarmente significativa è stata la partecipazione del pubblico, numeroso e attento durante i diversi interventi. La presenza e l’ascolto dimostrati hanno confermato l’interesse verso la storia e il patrimonio della propria area, ma anche verso le questioni legate alla preservazione del Monumento Naturale e alla tutela complessiva della Frasca.

    Il convegno ha offerto un momento di confronto tra discipline diverse, contribuendo a far emergere alcune delle molteplici dimensioni della Frasca e creando uno spazio di dialogo tra ricerca, divulgazione e sensibilità ambientale.

    Conoscere la storia, leggere le tracce archeologiche, riconoscere la biodiversità e preservare il patrimonio naturale e culturale sono passaggi diversi, ma parte di uno stesso percorso: quello della consapevolezza e della responsabilità verso il territorio.