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    La memoria medievale di Aquino. L’Archivio di Montecassino svela la storia della “cella S. Gregorii”

    AQUINO (FR) – Un viaggio tra pergamene, cronache monastiche e mappe acquerellate per raccontare come, nel cuore della Terra di San Tommaso, il monastero di Montecassino abbia custodito e difeso nei secoli la memoria e i confini della “cella di San Gregorio in Aquino”. È questo il tema del quarto incontro del ciclo di conferenze “San Tommaso d’Aquino: culto, pensiero, immagini. Dialoghi alla scoperta del Dottore angelico e della sua terra”.

    La conferenza, dal titolo “La ‘cella S. Gregorii in Aquino’ e la sua memoria nelle fonti dell’Archivio di Montecassino” è in programma ad Aquino il 26 settembre a partire dalle 17.30 presso la Casa di San Tommaso e sarà tenuta da Dom Mariano Dell’Omo, benedettino e direttore dell’Archivio di Montecassino. L’intervento proporrà una ricostruzione storica di grande valore documentario e metterà in luce l’importanza geo-economica di questa dipendenza monastica medievale, prepositura dell’abbazia di San Benedetto, e il ruolo dei monaci cassinesi nel preservarne possedimenti, mulini e funzioni spirituali fino alle soppressioni napoleoniche. Modera l’incontro Marco Germani, direttore del Museo della Città “Khaled-al-Asad”.

    Attraverso pergamene databili intorno all’anno 950, cronache come la Chronica monasterii Casinensis di Leone Marsicano e le mappe acquerellate del Settecento, i partecipanti potranno ripercorrere secoli di storia in cui la comunità monastica non solo difese le proprie terre, ma ne mantenne viva la memoria e la devozione.

    Leone Marsicano racconta che la cella di S. Gregorio fu donata a Montecassino da un chierico di nobile famiglia, Daniele di Taranto, che nell’826 / 827, in punto di morte, affidò al monastero sé stesso, i suoi beni e numerosi servi presenti ad Aquino e nella vicina cella.

    I documenti presentati coprono quasi otto secoli: dalla prima menzione del toponimo San Gregorio in una pergamena del X secolo fino a una Rivela de’ beni del XVIII secolo, che censisce i possedimenti cassinesi nel feudo ormai disabitato. In questo arco temporale emergono non solo il declino e la trasformazione del luogo, ma anche l’attenzione costante dei monaci, che nel Settecento ne delimitarono i confini con mappe acquerellate – come quella di Marcello Guglielmelli (1715-1717) – e cercarono di mantenere viva la cura spirituale dei coloni, come dimostra il tentativo dell’abate Gregorio Galisio di ripristinare la Messa festiva nel 1710, ostacolato dal vescovo di Aquino Giuseppe De Carolis.

    Il ciclo di conferenze, organizzato in occasione delle celebrazioni per il triennio tomistico dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio e dal Comune di Aquino, è dedicato al culto e al pensiero di San Tommaso d’Aquino, con approfondimenti sui luoghi legati alla sua memoria e sull’evoluzione iconografica della sua immagine. Le conferenze, avviate ad aprile, proseguiranno fino a ottobre, ospitate presso la Casa di San Tommaso e la Chiesa di Santa Maria della Libera ad Aquino (FR) e sono tenute da studiosi e specialisti che presentano al pubblico i risultati delle proprie ricerche ed i progetti in corso in chiave multidisciplinare.

    Gli appuntamenti rappresentano la prosecuzione di un progetto realizzato presso l’abbazia di Fossanova, luogo afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Lazio, in collaborazione con il Comune di Aquino, il Museo della Città “Khaled al-Asaad” e i Musei civici di Priverno.

    Ingresso libero, senza obbligo di prenotazione. Per ulteriori dettagli, si invita a consultare la pagina “Eventi” sul sito web della Direzione regionale Musei nazionali Lazio.