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    Pasqua Via della Vita

    8:36 am
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    “Da Cristo partono due strade: quella della fede e quella dello scandalo; non si arriva mai alla fede se non per mezzo dello scandalo”. Così come ha scritto il filosofo Soren Kierkegaard. Lo scandalo di cui parla Kierkegaard è quello della sofferenza suprema: la morte in croce. Sant’Agostino afferma: “Cristo è vero Dio, nato da Dio Padre senza alcun inizio temporale; e nello stesso tempo è vero uomo, nato da madre che fu creatura umana al momento fissato dalla pienezza dei tempi; e che la sua umanità per la quale è minore del Padre, non diminuisce in nulla la sua divinità per la quale è uguale al Padre. Ma in questa doppia natura Cristo è uno e come dice in assoluta verità. Gesù, figlio di Maria, è mediatore tra Dio e gli uomini.” Ancora Agostino dice: “Il mediatore tra Dio e gli uomini doveva in qualche modo rassomigliare in qualche cosa a Dio, in qualche modo rassomigliare agli uomini: simile in tutto a Dio, sarebbe stato lontano dagli uomini: e così non sarebbe stato un mediatore. Cristo per offrire una via di ritorno all’uomo che era superbia era uscito fuori dal paradiso si mostrò degnargli in se stesso la via dell’umiltà. Egli stesso si è fatto via. E’ per ognuno di noi che si è fatto crocifiggere, per insegnarci l’umiltà; e anche perché, se fosse venuto come Dio, non sarebbe stato riconosciuto. Se fosse venuto come Dio, infatti, non sarebbe venuto per quelli che erano incapaci di vedere Dio, non si può dire che è venuto né che se ne è andato, perché, come Dio egli è presente ovunque, e non può essere contenuto in alcun luogo. Com’è venuto invece? Nella sua visibile umanità”.

    Chi è dunque questo Gesù? L’esperienza mistica cristiana incomincia qui: vedere in un uomo, Gesù, il Figlio stesso di Dio; vedere il Figlio di Dio nell’aspetto di falegname di Nazareth. Una tale esperienza è tutto l’opposto di una evasione dalla condizione umana, poiché nessuno può vedere Dio se non attraverso questo Gesù, il quale, benché Figlio di Dio, non cessa di essere uomo, come ha scelto di essere. I discepoli cercano di far quadrare questi dati che sembrano a loro inconciliabili. Infatti, essi  tennero per sé cosa significasse “risuscitare dai morti” (Marco 9, 10). Prima di loro, già qualcun altro aveva dovuto vivere il segreto messianico: Maria. Dopo la nascita del bambino, essa “conservava tutte queste cose, meditandole in cuor suo” (Luca 2, 51). Il fatto che ancor oggi, dopo secoli di predicazione cristiana, molti uomini, anche tra coloro che si professano credenti, ignorino che questo – cioè il mistero pasquale – altro non è che il cuore della fede cristiana, è emblematico della difficoltà di accogliere un  annuncio che appare curioso e improbabile, assolutamente estraneo alla sapienza di questo mondo. Non c’è dunque soltanto una “follia della croce” ma anche una follia della “resurrezione” entrambe strettamente connesse tra loro. Tutto dunque è folle, assurdo, scandaloso, sulla vicenda di Gesù di Nazareth: dalla incarnazione alla passione, dalla morte alla resurrezione, fino alla gloria.

    Christòsanèsti – Cristo è risorto!

    Dott.ssa Manila Di Gennaro (Teologa)