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    “Veleni e magiche pozioni. Grandi storie di cure e delitti”

    5:41 am
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    ESTE (PD) – “Veleni e magiche pozioni. Grandi storie di cure e delitti”  è il titolo della mostra, che è stata inaugurata sabato 19 ottobre, alle ore 17 ad Este presso il prestigioso Palazzo Mocenigo, sede del Museo Nazionale Atestino. L’evento è organizzato dal Polo museale del Veneto, dall’Università degli Studi di Ferrara e dal Comune di Este, con il patrocinio di Regione Veneto.

    La mostra, curata da Federica Gonzato, direttrice del Museo Nazionale Atestino, e da Chiara Beatrice Vicentini, docente di Storia della farmacia e del farmaco presso l’Università degli Studi di Ferrara, nasce con l’intento di proporre al pubblico un percorso multidisciplinare, articolato fra archeologia, scienza e curiosità, alla scoperta del mondo delle pozioni, che dall’antichità ad oggi hanno accompagnato l’uomo nel suo percorso: rimedi che possono guarire o, talvolta nelle mani sbagliate, portare ad un esito letale.

    Il percorso espositivo, allestito nel suggestivo spazio di Sala Colonne, racconta la storia di veleni e medicamenti dall’antichità ad oggi, attraverso prospettive diverse: dalle testimonianze archeologiche, all’analisi delle fonti storiche e delle testimonianze iconografiche lungo i secoli e nelle varie arti fino alla moderna ricerca medica.

    Come spiega Federica Gonzato: “Il nostro obiettivo è proporre al pubblico prospettive ed approcci diversi all’affascinante mondo dei veleni e della storia della farmacopea…” e, addentrandosi nel concept del progetto espositivo “abbiamo ritenuto di evidenziare, fra le molteplici sfaccettature del tema, come nel corso dei secoli sia mutata la nostra conoscenze delle sostanze tossiche e di quelle sanificanti: ciò che un tempo era considerato un farmaco si è poi rivelato un veleno per l’uomo e viceversa. È una mostra molto coinvolgente perché va a toccare da una parte la sfera emotiva del nostro quotidiano, trattando temi legati alla salute e alla ricerca del benessere fisico, dall’altra indaga aspetti più intriganti legati al mistero e alla magia…”.

    Ci dice inoltre Chiara Beatrice Vicentini: “Questa mostra nasce da una sinergia tra valenze culturali interregionali che si affacciano a un fiume, il Po, che divide e al tempo stesso unisce. Dosis sola facit ut venenum non fit, tema conduttore della mostra, è la celebre frase di Paracelso che si addottorò nella prima metà del ‘500 presso lo Studio ferrarese. Contro la medicina antica, fu tra i tre “ribelli di Ferrara” insieme a Copernico contro la cosmologia aristotelica e Ariosto contro l’uso letterario del latino. Dal mondo naturale emerge un limite sottile tra veleno e medicamento: il veleno che uccide, che salva. E il veleno per la bellezza, esaltato in Ferrara per la presenza dal 1980 di una Scuola di Cosmesi, ora Master in Scienza e Tecnologia Cosmetiche, un’eccellenza a livello Europeo con un gruppo che conduce ricerche all’avanguardia.

    Aggiunge la sindaca di Este Roberta Gallana: “Il 2019 è iniziato con l’atteso ritorno della pala d’altare di Giambattista Tiepolo,“Santa Tecla che intercede per la liberazione della città dalla peste”, per le ultime operazioni di restauro eseguite proprio in Sala Colonne. Al cantiere era collegata la mostra sugli incisori del Settecento ospitata all’interno del Museo come moltissime altre attività collaterali, concerti, incontri con gli autori, attività didattiche, rappresentazioni teatrali, che trovano realizzazione tutto l’anno grazie alla sensibilità del direttore e della Soprintendenza, alla sinergia con il Comune, alla collaborazione con le associazioni culturali locali, al sostegno di enti e sponsor privati. A breve sarà presentato un nuovo studio scientifico sui ritrovamenti monetali di età romana in Este (una delle più preziose collezioni di monete di epoca romana presenti in regione è ospitata nella sala VII del Museo) ed oggiè un onore presentare in anteprima questa prestigiosa esposizione dedicata a veleni e pozioni magiche. Un argomento affascinante attraverso il quale il grande pubblico potrà conoscere la storia, scoprendo, ad esempio, che già nel Paleolitico gli uomini sapevano cercare sostanze utili alla migliore sopravvivenza. Una mostra che, ci auguriamo, porterà Este alla ribalta nazionale e per l’organizzazione della quale abbiamo coinvolto le associazioni culturali della città, che ringrazio per la sensibilità e l’attiva partecipazione”.

    L’evento vede la preziosa collaborazione di diversi enti ed istituzioni ed è reso possibile grazie al fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

    A corollario della mostra è stato progettato un ricco programma composto da eventi collaterali, legati all’attività didattica, alla musica e alla ricerca scientifica che, nell’intenzione degli organizzatori, mira a dare un’ulteriore chiave di lettura e massima comprensione all’argomento proposto.

    L’esposizione rimarrà aperta fino a domenica 2 febbraio 2020 e sarà visitabile nei seguenti orari: lunedì-sabato orario 9.00-13.00/14.30-19.30 (ultimo ingresso ore 19.00); domenica orario 14.30-19.30 (ultimo ingresso ore 19.00).